AGHARTA E LA TERRA CAVA

gen 21, 2017     artuniverse   0 Comment     News

Spesso ho la sensazione del funambolo, cioè di camminare su un filo teso fra due realtà, una apparente e socialmente condivisa, e una più anarchica che rifiuta ogni forma di indottrinamento intellettuale, una realtà che mette in discussione tutto l’apprendimento scolastico fondato su del materiale per lo più nozionistico,  scollegato e soprattutto deliberatamente falsato.

Per quanto riguarda la storia con i suoi fatti e cambiamenti, l’insita tendenziosità sembrerebbe giustificata dal “chi vince comanda e fa la legge”, ma il problema si acutizza ulteriormente in quanto al carro vincente si agganciano opportunisti e simpatizzanti che estendono la loro incompetenza in ogni campo del sapere; quindi, da qui vediamo emergere una filosofia, una letteratura, un’arte, uno spettacolo gestiti da una catena di clientele che impongono una cultura ipocrita e di parte, legata ad una visione sicuramente non aderente alla verità ma al tornaconto.

Sembrerebbe esente a questo gioco tutto ciò che concerne la geografia. La struttura della terra con le sue formazioni è lì, sotto i nostri occhi, presente in tutta la sua evidenza ma, nel tempo, anche questo settore ha subito molte trasformazioni e ancora ne potrebbe subire.

Sono passati secoli ormai da quando si è scoperto che la nostra Terra è sferica.
Da allora ci insegnano che, secondo l’”ipotesi” più accreditata fatta dal geologo svizzero Eduard Suess, il nostro pianeta è composto in prevalenza da silicio e alluminio all’esterno, cioè la crosta, da silicio e magnesio all’interno del mantello e nichel e ferro nel nucleo centrale. Fino ad oggi queste restano ancora ipotesi considerando che non abbiamo perforato la crosta per più di 12 km, e che secondo un altro geologo, Victor Moritz Goldsmith, la disposizione era opposta.

Comunque ai nostri giorni nuovamente si continuano a fare le più disparate ipotesi sulla densità della Terra, ma se questa teoria, tra l’altro diffusa nel lontano 1907 fosse giusta, dal punto di vista della fisica, della chimica e dell’astrofisica, la Terra dovrebbe avere una massa così densa e pesante, addirittura più del Sole, da attrarre tutti gli altri corpi del sistema solare.

Recentemente si è ipotizzato che la Terra sia cava, cioè vuota all’interno, con un nucleo non solido e ferroso ma una sorta di piccola stella centrale composta da plasma e gas.
Tale stella avrebbe creato intorno a sé una specie di bolla tale da separarla dal mantello e dalla crosta dando origine a un’immensa cavità all’interno del pianeta.

Questa rivoluzionaria teoria trova riscontro anche nelle leggende di molti popoli antichi del pianeta tra cui: tibetani, indiani, egiziani, greci e ancora popoli dell’Asia minore, delle Americhe e Cina. E’ presente negli scritti delle loro tradizioni che parlano di un misterioso mondo sotterraneo popolato da civiltà evolute.
Leggende o esiste un fondo di verità?

Le ricerche fatte da alcuni studiosi sembrano confermarlo. Tra questi, l’esploratore polacco Ferdinand Ossendowski nel 1923, in un suo viaggio in Asia, affermò di aver avuto delle informazioni fondamentali da parte di alcuni Lama e di un principe mongolo di nome Ciultun Bejli. Queste informazioni descrivevano un regno sotterraneo, un mondo fatto di lunghissime gallerie che sono situate principalmente sotto tutta l’Asia nelle zone del Tibet, in Mongolia, sotto il Deserto del Gobi e che si estendono poi per il mondo intero le cui varie entrate, ben occultate, si trovano in diversi luoghi del pianeta; questo sarebbe il famoso regno sotterraneo di Agharti.
Esistono inoltre tante storie che narrano di un misterioso popolo di Iniziati governati dal Re del Mondo, il mitico sovrano di Agharti.
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Di tutto questo ne parla anche Platone, gallerie che corrono all’interno della terra, i celebri Campi Elisi.
La storia narra come anche Adolf Hitler fosse ossessionato dall’esoterismo e dal mito di antiche civiltà tecnologicamente evolute e nascoste in qualche parte della terra, tanto che inviò alcuni agenti e archeologi alla ricerca del mondo di Agarthi, luogo in cui, secondo lui, ebbe origine la razza ariana.

Di Hitler si dicono molte cose, che facesse uso di poteri magici, che fosse un invasato, un praticante dell’occulto; si racconta perfino che fosse in contatto con extraterrestri perché affermò di aver visto la nuova razza, una razza potente di cui egli stesso ebbe paura; Dietrich Eckardt, poeta, giornalista e educatore spirituale dello statista, affermò di aver fornito al capo nazista i mezzi per comunicare con “loro”. Sembra che proprio Hitler desiderasse in modo speciale scoprire le entrate al mondo sotterraneo di Agartha per entrare in contatto con I discendenti degli Ariani, il popolo di Dio proveniente da Aldebaran-Iperborea.

La misteriosa leggenda del regno sotterraneo di Agartha (o Agarthi) e della sua città capitale Shambala si fonda su tradizioni strutturate in varie religioni e, nello specifico, tipiche del Tibet da queste, uno dei più interessanti agganci mitologici trova espressione nel romanzo di fantascienza del XIX sec.: “The Power qf the coming race” (“La razza ventura”) di Lord Edward Bulwer – Lytton, membro della Golden Dawn di Londra, una società magica di matrice rosacrociana finalizzata a sviluppare nell’uomo poteri e forze spirituali.

L’autore immagina una super razza da tempo scomparsa, i Vril-Ya, emergere dal regno sotterraneo attraverso uno dei varchi che lo collegano alla superficie per ripristinare il loro potere anche sulla Terra. I Vril-Ya, in qualità di esseri superiori, hanno il controllo di una forza occulta cosmica denominata Vril il cui potere assoluto, derivato da un’enorme campo di energia che circonderebbe ogni oggetto ed essere vivente, avrebbe portato il popolo sotterraneo alla supremazia sulla Terra.

La forza cosmica Vril permetterebbe anche agli esseri umani di divenire partecipi di un potere naturale che, se ben utilizzato, potrebbe risultare la più potente arma mai utilizzata. La scoperta, da parte di Madame Blavatsky, di un misterioso fluido elettrospirituale, molto simile al Vril, dovette suscitare molto scalpore nei circoli esoterici.

Gli Scandinavi tramandano un racconto su “Ultima Thule”, la meravigliosa terra nell’estremo Nord, dove il sole non tramonta mai e dove abitano gli antenati della razza Ariana. Iperborea si trovava nel Mare del Nord e si immerse durante un’era glaciale. Si presume che gli Iperborei venissero dal sistema solare di Aldebaran, che è la stella principale della costellazione del Toro, e che tale popolazione avesse una statura di circa quattro metri, che fossero bianchi, biondi e con occhi azzurri. Essi non conoscevano guerre ed erano vegetariani. Secondo presunti testi di Thule essi erano tecnologicamente molto avanzati e si muovevano con mezzi  volanti che utilizzavano il Vril come fonte di energia, le macchine volanti che oggi chiamiamo UFO.

Alcuni autori affermano che i membri di Thule (Organizzazione occulta tedesca) credevano che, del tutto indipendentemente dai tunnel e dal sistema di città sotterranee, la Terra fosse Cava, con due grandi aperture ai poli e che, apparentemente in accordo con la visione dei Lama Tibetani e dello stesso Dalai Lama, avesse un nucleo, il sole centrale (anche chiamato “Schwarze Sonne, il Sole Nero) che dava all’interno un clima sempre temperato ed una luce  permanente. Sostenevano che le razze madri vivessero all’interno ed i mutanti sulla superficie.

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Come detto le entrate principali dovrebbero essere ai poli Nord e Sud, aperture attraverso le quali risplende il sole centrale producendo le aurore boreali. Gli esploratori polari Olaf Jansen ed altri dissero che l’acqua nell’interno è dolce, cosa che potrebbe spiegare perché il ghiaccio dell’Artico e dell’Antartico è composto di acqua dolce e non di acqua salata.

E’ interessante notare che questa visione della costituzione del mondo è condivisa e supportata dagli esploratori polari Cook, Peary, Amundsen, Nansen e Kane e, ultimo ma non ultimo, l’Ammiraglio E.Byrd. Tutti ebbero la stesse, strane esperienze che contraddicevano la teoria scientifica.

Tutti hanno confermato che dopo i 76 gradi di latitudine i venti diventano più caldi, che gli uccelli volano a nord oltre il ghiaccio, che anche gli animali come le volpi si muovono verso nord; che trovarono neve colorata e grigia che, quando disciolta, depositava pollini colorati o cenere vulcanica. La domanda che sorge è: da dove vengono pollini di fiori o cenere vulcanica vicino al Polo Nord, dato che nessun prato fiorito ne un singolo vulcano sono segnati su qualsiasi accessibile mappa?
Inoltre alcuni degli esploratori si ritrovarono in acqua dolce, e tutti dicono che ad un certo punto del loro viaggio videro due soli.

Furono trovati negli iceberg dei mammuth la cui carne era ancora fresca e il loro stomaco conteneva erba verde.
Ossendowski raccontò di aver sentito un Lama dire che tutte le caverne sotterranee dell’America sono abitate da antiche civiltà che scomparvero sotto terra. I due grandi oceani del mondo un tempo furono dei continenti e quando questi scomparvero i loro abitanti si trasferirono nel mondo sotterraneo.

Ciò fa presumere che questi si riferisse ai leggendari continenti di Atlantide e Mu le cui genti non sarebbero tutte estinte ma ancora oggi esisterebbero nascoste in queste gallerie sotterranee illuminate da una particolare luce verdastra. Ma trovare le entrate di quel mondo pare proprio impossibile perché solo agli iniziati e illuminati è possibile vedere le entrate.

Si dice che i luoghi principali di accesso si trovino ai poli, mentre altre entrate siano collocate nel deserto del Gobi, in Mongolia, tra le montagne del Tibet, nelle caverne del Kentuky, nel Mato Grosso in Brasile, sotto la grande piramide di Cheope o forse la Sfinge. Altre ancora in centro e sud America e addirittura in Italia, sul monte Epomeo a Ischia.
Ma è probabile che altri ingressi si trovino in prossimità dei tanti luoghi megalitici del mondo come Stonehenge, Angkor Vat, o l’Isola di Pasqua.

creators_agartha_discoveryE se pensiamo alle piramidi di Giza, erano veramente solo monumenti funerari? E la civiltà Maya, dove è sparita all’improvviso, senza lasciare traccia? E gli scheletri o le loro tombe, dove sono? Tutto ciò fa pensare che questi grandi monumenti altro non fossero che enormi centrali energetiche allo scopo di fornire energia per il mondo sotterraneo, monumenti tecnologici in grado di canalizzare la corrente cosmica di natura magnetica conosciuta con il nome di Vril e irradiata attraverso lo Zed, che è posto all’interno della piramide di Cheope.

Lo Zed è una enorme torre raffigurata in molte pitture egizie: conosciuto anche come “la colonna vertebrale di Osiride”, serviva probabilmente a diffondere energia più o meno come i nostri tralicci dell’alta tensione.
Pare che queste gallerie siano collegate alle correnti magnetiche sotterranee che da millenni gli uomini dicono scorrere sotto la superficie del pianeta e hanno usato a fini esoterici.

Probabilmente questo regno non è costituito solo da gallerie, ma piuttosto da immense cavità dentro il mantello in cui ci sono città, campi, grandi fiumi dove oltre a esseri umani coabitano molti animali estinti tra cui anche creature preistoriche; enormi cavità da dove forse provengono gli Ufo, i dischi volanti con motori alimentati dall’energia del Vril, i cui occupanti di origine extraterrestre vivevano ancor prima che arrivasse l’uomo.

Ma, a ben vedere, potremmo anche dire che Agharti esiste simultaneamente su due piani: quello fisico e quello mistico, e anche qui, in entrambi i piani, solo pochissimi illuminati (Arhat) hanno la possibilità di essere ammessi. Potrebbe accadere di imbattersi casualmente in uno degli ingressi al Regno Sotterraneo ma, anche se ci potessimo entrare, ci perderemmo irrimediabilmente nei meandri sconfinati che perforano il sottosuolo, oppure, se anche si riuscisse a trovare una via d’uscita, non ci ricorderemmo nulla di ciò che si è visto o appreso.

In ogni modo, accedere ad Agharti è impossibile perché i suoi abitanti, per non permettere l’ingresso al Male, avrebbero predisposto una protezione invalicabile costituita da speciali vibrazioni che offuscano le facoltà mentali e rendono invisibili le porte del Regno…

Ma, come in Creator – The Past, siamo ormai giunti al capolinea epocale, a quel sottile collo di clessidra che unisce e separa due paradigmi; è l’Apocalisse, il tempo della grande rivelazione dove tutto è possibile e può essere sovvertito.
In questo tempo una via di accesso potrebbe improvvisamente aprirsi quando, rilevata la posizione di un portale dimensionale e il momento specifico come condizione di apertura, una essenza pura di cuore esprimesse il forte e fermo desiderio di accedervi, allora sarebbe risucchiato e nell’istante si troverebbe lì, nel fantastico mondo di Agharti o addirittura su Aldebaran chi lo sa?

Anche in Crcreators_agharta_dreameator – The Past il mondo sotterraneo, divina sede del governo della terra, viene raggiunto tramite l’energia del Vril attraverso varchi dimensionali, che sono il limite e insieme il collegamento fra i mondi; energia questa che plasma i viaggiatori trasformandoli in mitici uccelli di fuoco, uccelli che da sempre muoiono in una dimensione per rinascere nell’altra e sono il simbolo e l’espressione di un mondo ormai giunto alla fine che però, come una spirale, può ripartire su un altro piano. Ma è veramente possibile viaggiare fuori del tempo e dello spazio, ed esistono veramente portali di accesso a mondi lontani? Questo sarà il tema del prossimo articolo… Continuate a seguirmi.

Alba Novaveritas

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