IL PRIMO CAVALIERE DELL’APOCALISSE (seconda parte)

nov 23, 2016     artuniverse   0 Comment     News

Da sempre l’uomo scruta il cielo in cerca di Dio, “padre nostro che sei nei cieli…” e lo invoca ritenendolo, almeno secondo le religioni monoteiste, unico, trascendente e creatore assoluto. Ma è proprio sempre stato così?
Se guardiamo i testi più antichi dell’umanità, i Veda, il mito greco esiodeo e quello scandinavo, così come nell’epica mesopotamica troviamo l’immagine del Dio unico frammentata in molteplici Dei con specifiche diverse e spesso decisamente umane, Dei celesti, comunque provenienti dal cielo o abitanti fra le nubi.
Gran parte della Bibbia, che è il testo di riferimento sia della Chiesa Ebraica che di quella Cristiana, risulta essere una semplice trasposizione dell’Enuma Elish, poema mesopotamico risalente probabilmente al tredicesimo/dodicesimo secolo a.C.
Da questo antico testo i giudei presero e copiarono il libro della Genesi, primo dei cinque libri del Pentateuco, facente parte dell’Antico Testamento, durante la cattività babilonese nel sesto secolo a C. al tempo di Nabucodonosor. Il testo sumerico, scritto in cuneiforme e tradotto da Zacharia Sitchin, attribuisce la Creazione a una presunta razza aliena detta Anunnaki, un razza di creatori provenienti da un pianeta esterno al sistema solare, tecnologicamente avanzati, per nulla trascendenti e decisamente materiali.
mauro biglinoMauro Biglino è un eminente saggista, ricercatore e profondo conoscitore di lingue antiche fra cui l’ebraico; già chiamato dalle Edizioni Paoline per la sua reale competenza quale collaboratore nel lavoro di traduzione interlineare dall’ebraico dei diciassette libri del testo masoretico della Bibbia, la versione ebraica della Bibbia, Biglino, dopo un lungo e capillare studio, contrappone il suo punto di vista e si fa portavoce ufficiale di questa teoria:
1) Non esiste nel testo biblico il concetto di “creazione dal nulla”, in virtù dell’etimologia del verbo ebraico utilizzato per descrivere la nascita dell’universo: “Creazione è un termine improprio, perché il termine “bara” non ha mai significato “creare”, né tantomeno “creare dal nulla”, proprio come radice semitica. Il termine significa “intervenire su una situazione già esistente per modificarla”, che è esattamente quello che hanno fatto queste entità. Scartando le interpretazioni teologiche, metaforiche, allegoriche, simboliche, concentrandosi solo su quella letterale e, “facendo finta che…”, l’interpretazione del testo che ci propone è una visione sconcertante a partire dall’inizio il Bereshit, genesi in greco, dall’iniziale momento in cui Dio ha generato tutto il creato, umanità compresa, il libro della Genesi non parla di creazione dal nulla.
2) Anche relativamente all’uomo, non esiste creazione dal nulla, piuttosto si parla di modificazione genetica di una struttura già esistente.
3) Crolla il concetto del Dio unico e si fa strada l’idea di una pluralità di esseri alieni tecnologicamente più avanzati.
L’idea che noi uomini siamo il frutto di un intervento di ingegneria genetica realizzato da alieni, già evidenziata da Zecharia Sitchin, è ora stata ripresa da Biglino: “al termine Annunna (o Annunaki) è bastato sostuire Elohim, parola ebraica presente nella Bibbia, plurale di El che significa colui che sta in alto, per noi Dio al plurale, quindi gli Dei. L’adam allora non sarebbe il primo uomo in assoluto ma solamente il primo di una serie geneticamente modificata da parte di questi esseri che hanno introdotto un pezzettino del loro Dna all’interno di creature già presenti sul pianeta per modificarle e renderle utilizzabili ai propri fini. Ci hanno reso capaci, diciamo così, di capire per eseguire degli ordini.”

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4) Si parla di invasione del nostro pianeta, spartizione e attribuzione dei territori, compresi i relativi popoli occupanti.
Ma dunque, questi Elhoim sospettati di essere alieni, da dove arriverebbero? “Purtroppo la Bibbia non lo dice”, prosegue Biglino, “ma erano sicuramente individui dotati di tecnologia superiore, inarrivabile per i tempi, forse in parte inarrivabile anche per noi. Si sono spartiti la Terra, come afferma il Libro del Deuteronomio, come ci racconta Platone nel Crizia, come ci tramandano i popoli di tutti i continenti del pianeta. Insomma si sono suddivisi il pianeta e l’hanno governato comportandosi come normali colonizzatori. Jahwè era uno di questi. Tra l’altro, Jahwè è definito dalla Bibbia “uomo di guerra”, quindi un comandante militare.”
I Creatori sono dunque razze aliene che stanno a cavallo dei mondi, vanno, vengono, interagiscono con noi e tra di loro….ma in che modo, cosa effettivamente vogliono e cosa ci dobbiamo aspettare? Questa mi sembra la domanda fondamentale. Forse scopriremo qualche indizio da Mauro Biglino “guerriero della notte” che ci apre al cammino della conoscenza seguendo la trama dei suoi pensieri, una trama che imprime il tessuto della realtà concreta e, al tempo stesso, quella avvincente di Creators – The Past. Pensate ancora che la sceneggiatura di un film sia solo mera finzione?

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