LE PORTE DEGLI DEI

feb 11, 2017     artuniverse   0 Comment     News

Quando pensiamo agli alieni li immaginiamo arrivare sulla terra su macchine volanti dalle molteplici forme e grandezze, a bordo di grosse navi madri o su più maneggevoli dischi volanti, ma non tutti e sempre viaggiano in questo modo: in Star Trek, per esempio, troviamo viaggiatori galattici che scompaiono e istantaneamente ricompaiono in luoghi spesso a notevole distanza rispetto al luogo di partenza, grazie a un sistema tecnologico chiamato teletrasporto; nel film Stargate, ancora, c’è un grande portale attraverso cui è possibile raggiungere all’istante luoghi lontani e tempi remoti.

Anche i Creatori di Creators The Past si muovono nello spazio e nel tempo in modo istantaneo attraverso dei varchi ma, durante l’attraversamento, essi subicono una metamorfosi che li trasforma proprio nella creatura simbolo della metamorfosi stessa: la Fenice.
Qual è il significato? La trasformazione di un dio che, nel passaggio, riduce se stesso per adattarsi alla nuova dimensione rappresenta un argomento di una complessità simbolica che lascio a un discorso futuro.

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Portali di questo tipo appaiono in molti libri, film e giochi per PC. Alcuni di loro collegano luoghi lontani, altri consentono di viaggiare avanti e indietro nel tempo, altri ancora di andare in diverse dimensioni.
La maggior parte della gente suppone che questi portali esistano solo nel regno del misticismo o della fantascienza, ma alcuni credono che ci siano stati realmente dei varchi aperti nell’antichità e molto probabilmente anche nei nostri tempi.

Secondo due informatori di Homeland Security, il Dipartimento della Difesa ha sviluppato la tecnologia del viaggio nel tempo per oltre 40 anni. Già nel 1967, il governo degli Stati Uniti stava usando strutture pienamente operative per i viaggi nel tempo, costruite attraverso la conoscenza quantistica di Tesla.

Nel 1895, mentre conduceva ricerche con il suo trasformatore step-up, Nikola Tesla ebbe le sue prime indicazioni su come lo spazio-tempo potesse essere modificato attraverso delle grandi cariche di energia, il campo magnetico rotante. Parte di questa rivelazione è nata dalla sua sperimentazione con le radio frequenze e la trasmissione di energia elettrica attraverso l’atmosfera. Questa semplice scoperta di Tesla avrebbe, anni dopo, portano ai progetti per il viaggio nel tempo di Montauk e al Philadelphia Experiment.

il 28 ottobre del 1943 nel porto di Philadelphia, in Pennsylvania, sarebbe stato condotto un esperimento da parte della US Navy. Questo esperimento prevedeva la scomparsa di una nave da guerra, grazie all’utilizzo di potenti magneti, per farla poi ricomparire a centinaia di chilometri di distanza da Philadelphia, a Norfolk.

Ricapitolando, in questa data una nave della marina militare, la US Eldridge, sarebbe stata usata come esperimento. A condurlo fu il Dott. Franklin Reno (noto anche come Rinehart) con alcuni scienziati come Albert Einstein e Nikola Tesla. L’esperimento si sarebbe basato sulla teoria del campo unificato di Einstein che ipotizza una relazione reciproca tra forze di radiazione elettromagnetica e quelle di gravità; per creare questo campo elettromagnetico egli avrebbero fatto uso della bobina di Tesla.

Lo scopo dell’esperimento? Affinare un innovativo dispositivo capace di rendere invisibili al radar e anche all’occhio umano navi, apparecchi e altri ordigni, tramite un sistema in grado di creare attorno a loro un campo di forza. Ma si nascondevano ben altre intenzioni dietro questo esperimento, del tipo sperimentare una apparecchiatura in grado di far viaggiare persone e oggetti nel tempo.

L’esperimento avvenne con successo: tramite la generazione di questo campo elettromagnetico la nave avrebbe curvato la luce riflessa dall’oggetto facendola passare oltre lo stesso, rendendosi così invisibile.
La nave sarebbe stata allestita con tre generatori ad alta potenza che la fecero scomparire per qualche secondo. Alla riattivazione di questi la nave sarebbe riapparsa a 600 km da Filadelphia, a Norfolk.
La vicenda sarebbe stata subito insabbiata dal governo e dai massimi esponenti della marina.

Secondo la “leggenda” i membri dell’equipaggio della nave, dopo l’esperimento, avrebbero riscontrato seri problemi mentali, altri sarebbero stati ritrovati parzialmente fusi col metallo alla rimaterializzazione della nave, altri sarebbero scomparsi e forse, a quanto si dice, sono riapparsi nel futuro,…
Ma prima che questi programmi altamente top-secret fossero messi in atto, Tesla aveva già fatto alcune interessanti scoperte sulla natura del tempo e sulla reale possibilità di viaggiare attraverso di esso.
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Con questi esperimenti di energia elettrica ad alta tensione e campi magnetici, Tesla scoprì che lo spazio e il tempo potevano essere violati oppure distorti attraverso un “portale” che avrebbe condotto direttamente nel futuro, nel passato, o in qualsiasi luogo.

Il primo tentativo di Tesla di viaggiare nello spazio-tempo avvenne nel marzo 1895. Un giornalista del New York Herald ha scritto il 13 marzo di aver incontrato lo scienziato in un piccolo caffè vicino al suo laboratorio. Tesla era molto scosso perché era stato colpito da una scarica da 3,5 milioni di volt; “Ho paura”, aveva detto, “non sarò un piacevole compagno stasera, il fatto è che oggi stavo per essere ucciso. La scintilla è saltata a tre piedi da terra e mi ha colpito qui sulla spalla destra. Se il mio assistente non avesse prontamente spento la corrente sarebbe stata la mia fine.”

Tesla, a contatto con la carica di risonanza elettromagnetica, si trovò al di fuori dello spazio/tempo di riferimento. Ha riferito che poteva vedere l’immediato passato, il presente e il futuro, tutto in una volta. Ma che allo stesso tempo era paralizzato all’interno del campo elettromagnetico, incapace di muoversi. Il suo assistente, escludendo la corrente, ha impedito che Tesla subisse danni permanenti. Una ripetizione di questo incidente si sarebbe verificata molti anni dopo, durante il Philadelphia Experiment. Purtroppo, i marinai coinvolti vennero lasciati fuori dal loro spazio/tempo troppo a lungo.

Gli esperimenti segreti di Tesla sullo spazio tempo continuarono anche dopo la sua morte, ma vennero gestiti da persone che non misero queste sue ricerche al servizio dell’umanità; possiamo solo fare congetture su chi abbia preso in mano il lavoro di questo grande scienziato nell’assoluta segretezza.

Questa tecnologia è stata utilizzata per la costruzione di impianti militari segreti, per fornire benefici politici ed economici attraverso l’anticipata conoscenza di ciò che ci attende in futuro. Alcuni dicono che la CIA avrebbe sequestrato i documenti di Tesla sul teletrasporto poco dopo la sua morte. Uno di questi informatori è Michael Relfe, ex membro delle forze armate degli Stati Uniti: egli sostiene di essere stato un membro di una operazione altamente segreta degli Stati Uniti.

Reclutato nel 1976, dice di aver passato 20 anni contribuendo a mantenere ed espandere una delle due colonie americane su Marte. Queste basi sarebbero servite come punti strategici di obiettivi di ricerca e difesa e, per preservare il suo segreto, sarebbero state costruite nel futuro.

Relfe ha detto che dopo aver servito per 20 anni nella colonia marziana come parte di una squadra permanente, la sua età è stata invertita ed è stato mandato indietro nel tempo. Egli sostiene che questo sarebbe il processo normale e che, prima di essere licenziati, i membri dello staff avrebbero subito il blocco e la cancellazione dei loro specifici ricordi.

Il Dr. Andrew Basiago sarebbe stato un partecipante del Progetto Pegasus DARPA (1968-1972), progetto sui viaggi nel tempo nell’ologramma dello spazio-tempo. Egli sostiene che la CIA avrebbe attivato un programma per la formazione di gruppi di bambini prodigio americani finalizzato a costituire la prima generazione di esploratori del tempo. I bambini considerati più idonei a questa missione venivano scelti e preparati.
Il governo degli Stati Uniti era interessato agli effetti del viaggio nel tempo su corpi e menti giovani in quanto la loro innocenza, la poca esperienza e l’asseza di indottrinamento li preservava dal farli impazzire.

Un altro uso della tecnologia quantistica è stata l’applicazione al controllo politico. Secondo il Dr. Basiago, le persone importanti del futuro sarebbero state precedentemente preparate in base ai ruoli specifici che avrebbero in seguito rivestito.
Egli ha detto che nei primi mesi del 1970 a Albuquerque, New Mexico (Stati Uniti), era presente durante un lancio in cui George H.W. Bush e George W. Bush furono informati delle presidenze future.
Il Presidente Jimmy Carter e Bill Clinton sono stati visitati nel 1982, e ci sono voci che anche il presidente Obama fu avvicinato mentre era ancora uno studente presso la UCLA.

A sostegno di queste affermazioni, ci sono segnalazioni di alcuni testimoni che erano al college con Obama, essi attestarono che egli era spesso ubriaco alle feste e, in questa circostanza, avrebbe detto di essere il futuro presidente degli Stati Uniti.

Basiago sostiene che nel 1971 avrebbe visto le immagini dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Esse erano state tratte dal futuro. Questa è la dimostrazione che il governo degli Stati Uniti sapeva dell’11 settembre già decenni prima che l’evento si verificasse.

Secondo gli informatori e coloro che li sostengono, questa tecnologia è iper segreta, pur essendo finanziata dalla popolazione. Inoltre non è la prima volta che situazioni di questo genere vengono alla superficie. Gli informatori dicono che le persone meriterebbero di sapere cosa sta realmente accadendo, dovrebbero conoscere la verità sull’esplorazione dello spazio e la presenza di esseri umani su altri pianeti. Il teletrasporto potrebbe risolvere i problemi di spostamento in tutto il mondo attraverso il trasferimento istantaneo di persone e merci. Se tali informazioni fossero esatte, saremmo tenuti all’oscuro di qualcosa di rivoluzionario e ci sarebbe da chiedersi fino che punto i governi gestiscono le nostre vite passate, presenti e future.

Il grande scienziato Paul Davies spiega a Newton come si può viaggiare nel passato e nel futuro con una macchina che crea strade cosmiche verso tempi lontani e dice anche di averla progettata solamente attraverso tecnologie già conosciute: “Viaggiare nel tempo è possibile e oggi sappiamo come farlo”, esordisce Paul Davies, probabilmente il fisico più famoso dopo Stephen Hawking e massima eminenza nota per le ricerche su buchi neri, sulla cosmologia e sulla teoria quantistica.

Ha insegnato nelle università di Londra, Cambridge, Newcastle e Adelaide. Ha scritto, tra l’altro: L’universo che fugge (1979), Universi possibili (1981), Dio e la nuova fisica (1984), Sull’orlo dell’infinito (1985), Superforza (1986), Il cosmo intelligente (1989), La mente di Dio (1993), I misteri del tempo (1996, premio Rhone-Poulenc), Da dove viene la vita (2000).
Nel 1995 ha vinto il prestigioso Premio Templeton; di recente è stato insignito della Medaglia Kelvin da parte dell’UK Institute of Physics e del Faraday Award della Royal Society.

Lo scienziato inglese ha ideato la prima macchina del tempo e ha scritto come costruirla nel suo ultimo libro: “La macchina non è ancora stata realizzata perché ancora ci sono da risolvere alcuni problemi tecnici e politici, ma il progetto è già pronto e anche gran parte dei pezzi che la compongono esistono già, sparsi nei più avanzati laboratori di ricerca di tutto il mondo”.

Camicia a quadretti con le maniche corte, capelli e baffi ben curati, faccia rassicurante e inequivocabilmente inglese, Paul Davies parla dei viaggi nel tempo come di un’opportunità che non abbiamo ancora sfruttato per indolenza, come se la macchina fosse già pronta a far partire i primi “temponauti”.

Il punto di partenza è il concetto che il tempo è una dimensione variabile come lo sono le tre dimensioni spaziali.
Si tratta dell’idea centrale della Teoria della Relatività formulata da Einstein nel 1905. In pratica, l’invio di informazioni nel tempo potrebbe essere teoricamente plausibile mediante impulsi luminosi che viaggiano in particolari cunicoli (wormholes – letteralmente “buco scavato dai vermi”) nello spazio-tempo della teoria di Einstein: si tratta di ipotetici tunnel che rappresenterebbero una sorta di “sentiero rapido” nell’universo.

creators_wormholePassando in questi canali teorici, simili a “ponti” nello spazio-tempo, il segnale sarebbe in grado di andare ad una velocità superiore a quella della luce che viaggia nello “spazio normale”; questo fenomeno, formulato da Einstein e Rosen (ponte di Einstein-Rosen) e previsto all’interno della teoria stessa di Einstein, rappresenta dunque una sorta di istantanea e ipotetica via di fuga della luce. Insomma si tratterebbe di cunicoli spazio-temporali che, come una sorta di macchine del tempo, permetterebbero al segnale di spostarsi in epoche precedenti o future.

È possibile che tali portali, o Stargate Alieni, esistano già sulla terra? E potrebbero condurci in altre galassie, a contatto con civiltà extraterrestri?

Recentemente, il Project Camelot ha condotto un’intervista della durata di due ore dove il dottor Dan Burisch ha parlato della tecnologia degli Stargate, sia naturali sia artificiali, e di come è stata utilizzata sia dagli extraterrestri sia da entità governative di vario genere per viaggiare o inviare informazioni attraverso il tempo.

Uno “stargate naturale” è simile ad un Ponte di Einstein-Rosen, oppure ad un condotto spazio-temporale che si forma quando lo spazio-tempo viene distorto dall’intenso campo gravitazionale generato dalle stelle collassate. Queste ultime comprimono il tempo nella misura in cui esse costituiscono un punto di singolarità dove il tempo rallenta in relazione agli osservatori esterni. È stato ipotizzato che i punti di singolarità esistano al centro dei buchi neri, ed è possibile che esistano anche in altre ubicazioni dove lo spaziotempo è significativamente distorto da un intenso campo gravitazionale.

Nel punto di singolarità il tempo, effettivamente, si fermerebbe in quanto si espanderebbe all’infinito come viene teorizzato dalla Teoria Generale della Relatività di Einstein. L’intenso campo gravitazionale abbinato al punto di singolarità renderebbe possibile, a chiunque sia in grado di sopravvivere anche per poco tempo, di comparire in una qualsiasi data futura desiderata.

Un ricercatore della NASA ha scoperto portali nascosti nel campo magnetico terrestre che si aprono e chiudono decine di volte al giorno. Alcuni di essi sono aperti per lunghi periodi di tempo. La NASA ha etichettato questi portali come X-Point.

Hierapolis è un’antica città collocata fra le calde acque termali nella classica Frigia nell’Anatolia sud-ovest. Le sue rovine si trovano nell’odierna località di Pamukkale in Turchia, e al momento comprendono un museo archeologico progettato per essere Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Nel marzo 2013, degli archeologi italiani hanno annunciato di aver scoperto ciò che gli antichi greci descrivevano come “Cancello dell’Inferno”.

La popolazione antica era affascinata dall’aldilà, specialmente i Greci e i Romani erano connessi al Regno di Ade e Plutone. Antichi poeti e scrittori parlano delle avventure di alcuni viaggiatori in grado di raggiungere questi luoghi misteriosi, ed attraversare il Cancello di Plutone.

Questo veniva considerato sacro al punto che soltanto alcuni sacerdoti potevano avvicinarsi. Questi sacerdoti veneravano una divinità potentissima, conosciuta come Cibele. Cibele è conosciuta come la guardiana dei Cancelli e si racconta che per viaggiare attraverso lo spazio e il tempo fosse necessario il suo permesso. Iconograficamente, spesso viene ritratta di fianco al cancello per l’altro mondo.

Il Cancello di Plutone è uno dei tanti luoghi misteriosi descritti nella storia dell’umanità che sembra portino in posti incantevoli e impressionanti. Ma esistono infinite storie simili a questa.

Nella maggior parte dei casi, questi cancelli non forniscono solo un passaggio istantaneo di uscita dalla nostra realtà, ma anche un attraversamento del tempo e dello spazio e, secondo i miti, questi passaggi erano usati da esseri dell’altro mondo; siamo venuti a conoscenza di molti racconti che narrano di creature evolute provenienti dalle stelle che venivano descritti appunto come esseri stellari che si dice passassero tramite portali o porte stellari, da qui la definizione di stargate. Ma si tratta solo di mitologia o possiamo realmente trovare portali e stargate sulla terra?

Effettivamente sul nostro pianeta esistono innumerevoli luoghi dove gli antichi hanno costruito questi portali (o stargate) ma resta il dubbio sulle motivazioni che li hanno spinti a costruirli.

È possibile che il Ploutonion sia uno stargate alieno? Un luogo sulla terra che permette viaggi multidimensionali, protetto da sacerdoti che possiedono tecnologie e conoscenze ben lontane dalle nostre?

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In Sud America, a Machu Picchu, in Perù, collocato nelle Ande, si trovano le famose rovine Inca. Ubicato nella parte sud-ovest di ciò che gli archeologi credono sia la piazza principale, si trova il Tempio delle Tre Finestre: un complesso lungo 35 piedi e largo 14 contenente tre finestre trapezioidali.

Dai racconti emerge che le Tre Finestre siano perfettamente allineate, e infatti l’intero edificio è orientato appositamente per ricevere, tramite le finestre, la prima luce del solstizio d’estate proveniente dalle montagne.

Secondo la leggenda, Viracocha e i suoi fratelli (i Fratelli Ayar) giunsero sulla terra passando attraversando i tre portali (finestre nella montagna per creare la popolazione Inca. Il tempio di Machu Picchu con le sue tre finestre, è testimone sia di questo mitico evento che dell’antica tecnologia degli stargate.

Il sole Nero riveste notevole importanza nel Misticismo Nazista, il suo simbolo è molto antico e risale all’epoca delle Grandi Migrazioni. Esso rappresenta una ruota solare a 12 raggi da cui, a sua volta, deriverebbero simboli merovingi come rappresentazione simbolica dei dodici segni zodiacali. Potrebbe questo antichissimo sigillo, posto su un nodo energetico fare da conduttore spazio-temporale?

Questo fregio domina il pianterreno della Torre del Nord del Castello di Wewelsburg la cui costruzione fu iniziata nel 1603 a Westafalia dal vescovo-principe Von Fuurstemberg.
Wewelsburg è di fatto un nodo energetico particolarmente potente anche a causa della vicinanza al complesso megalitico di Externsteine nella foresta di Teutoburgo. Qui, secondo il mito, sorgeva l’Irminsul, il grande albero della vita, il pilastro che sostiene l’universo e che collega il cielo alla terra, un simbolo pagano identico all’albero cosmico Yggdrasill della mitologia norrena distrutto da Carlo Magno nel 700 d.C.

È ignoto se il famoso mosaico dello Schwarze Sonne, situato nella sala a pianterreno della Torre Nord, che venne denominata la “Sala degli Obergruppenführer” (Obergruppenführersaal), fosse già presente quando Himmler acquisì il Castello o se sia stato semplicemente restaurato.

Proprio lo Shwarze Sonne avrebbe potuto, e potrebbe ancora, aprire il portale e stabilire il collegamento con il sole interno di Agharty o con quello galattico, e attraverso di lui permettere di trovare la via per Aldebaran.
La porta di Agharty è la via degli Dei verso il mitico luogo al centro della terra, dove risiedono i mitici otto Creators, fra cui il reggente di questa nostra realtà: l’aurea soglia, abbagliante lampo di luce di tre soli sincronicamente allineati in cui si ricompone La molteplicità frammenta nell’Unico. Si riassorbe la pluralità degli esseri e l’uomo coincide finalmente con il Dio; non più giorni, mesi, anni, non più spazi immensi da percorrere ma l’eterno nell’attimo; non più il passaggio dall’infanzia alla vecchiaia, tra ricordi e speranze, solo la completezza di un nulla pago di sé.

Alba Novaveritas

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