OTTO, IL NUMERO DEI REGGENTI DEL COSMO

dic 30, 2016     artuniverse   0 Comment     News

Otto troni, bianchi di luce rappresa si innalzano alti e solenni come canne d’organo  nel blu cobalto. Otto seggi incrostati di cielo per otto Reggenti… Ma solo sette sono assisi, uno di essi è vuoto. Otto immagini di infinito in finite splendenti figure, sono i Creatori come compaiono in una delle prime scene del film CREATORS the Past.

Perchè otto Creatori?
l’Otto è il simbolo dell’infinito chiuso in finite rivoluzioni, dove la vita incontra la morte e attraverso la rinascita si perpetua in un continuo ciclo che non ha fine; l’otto è il limite che duplica se stesso e, attraverso la creazione, immagine dinamica dello spazio tempo, diventa espressione dell’illimitato, dell’incommensurabile e dell’indefinibile. Col termine Cosmo, dal greco kosmos, che significa ordine, si intende un sistema ordinato e armonico; l’otto, essendo la somma di 4+4, è un numero pragmatico in quanto esalta la natura concreta e tangibile del numero Quattro.  Esso indica quindi la legge, il rigore e la regola: la Creazione dunque.  Anche graficamete è la linea lemniscata che, conciliando gli opposti, si proietta all’infinito e, attraverso la torsione, dà forma  all’immagine del cuore, organo centrale regolatore per eccellenza,  anche perché sede dell’anima che ha una funzione mediatrice fra corpo e spirito.

In ambito esoterico il numero ‘8’ rappresenta la mediazione tra Dio, raffigurato dalla perfezione del cerchio, e l’uomo, rappresentato dal quadrato. La Via Mediana è proprio l’ottagono, e il cristianesimo mutuò questo sapere tanto che Ambrogio, nel IV secolo d.C., introdusse la forma dell’ottagono per i battisteri come l’unione dell’Infinito con il Finito. Il numero ‘8’ è uno dei numeri preferiti dalla natura ed è presente in maniera universale nei suoi molteplici aspetti. Com’è ovvio, la sua importanza non è passata inosservata lungo la storia e già fin dall’antichità, in quelle che potremmo definire antiche scuole di saggezza, è stato insegnato sotto forma dell’arcana “Legge dell’Ottava” e fatto conoscere in Occidente attraverso gli studi di Pitagora, come principio cardine della musica basata sulle otto note di cui un’ottava musicale è composta.

In ambito biologico, la duplicazione genetica dell’RNA si basa sulla matematica dell’8, attraverso 64 (8×8) triplette chimiche da un’informazione del DNA di 32 triplette di 96 elementi. La prima proteina in grado di riprodursi è costituita da 32 aminoacidi. Anche l’Albero della Vita, come gli esagrammi dell’I-Ching o i codoni sono 64. L’alfabeto runico (Futhark recente), consistente di soli 16 caratteri contro i precedenti 24, in uso a partire dal IX secolo. La Rosa dei Venti delle cartine nautiche impiega 16 o 32 direzioni.
Tutti questi numeri citati sono multipli dell’otto. Stando alle ricerche e agli esperimenti di Puharich, gli 8 hertz sono anche la frequenza della replicazione cellulare, oltre ad essere quasi la tonica della Risonanza di Schumann. Il numero ‘8’ sembra proprio essere il candidato numero uno tra i numeri più importanti della Creazione.

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Nella nuova Tavola Periodica degli Elementi, creata dal fisico Massimo Corbucci, tra gli elementi 71 e 72 (quest’ultimo 9° multiplo dell’otto) e gli elementi 103 e 104 (quest’ultimo 13° multiplo dell’otto) c’è uno spazio vuoto. Il fisico italiano ha realizzato l’Ordine di riempimento dei livelli atomici, in cui sono messi gli elettroni nei vari shell del nucleo. Per Corbucci la distribuzione elettronica non è continua, bensì lasciava delle “soluzioni della continuità” tra i numeri atomici 71-72 e 103-104. Per di più, l’ultimo livello quantico n=8 risulta “completo” al numero atomico 112 (14° multiplo dell’otto), con la conseguenza che il Sistema Periodico finisce al 112 elemento e non a 126. Grazie a recenti esperimenti fatti nell’Acceleratore Lineare (UNILAC) si è scoperto che un atomo non riesce ad assemblarsi oltre il numero atomico di 112, portando così il modello teorico proposto da Massimo Corbucci a essere un ottimo candidato per sostituire la tavola periodica di Mendeleev e adottarne una nuova in cui gli elementi chimici sono disposti secondo l’Ordine di riempimento dei livelli atomici.

Rimanendo sempre in tema con la scienza, il numero ‘8’ e alcuni suoi multipli sono stati utilizzati nelle funzioni modulari di Ramanujan. La teoria delle superstringhe (che prevede il nostro universo basato su 11 o 26 dimensioni) si avvale delle funzioni modulari con i “numeri magici”, ossia 8, 888 e 24.
L’8 rappresenta il numero delle vibrazioni fisiche di una superstringa, mentre il 24 corrisponde al numero delle vibrazioni fisiche di una stringa bosonica.

L’ottagono richiama il significato simbolico del numero otto, collegato alla resurrezione, che ricorre spesso negli impianti occulti dei Templari. L’iniziato, dopo avere solcato i sette cieli corrispondenti ai sette pianeti, arriva alla meta (l’ottava), all’ambita rigenerazione, sintomo di un nuovo inizio, su di un piano di coscienza superiore. Ovviamente troviamo questo numero in numerose chiese cristiane, soprattutto nella forma ottagonale delle fonti battesimali; e non solo, secondo i miti egizi, Thot ha creato gli otto dei e fondato Khmun, chiamata più tardi Eliopoli, “la città degli Otto”.

Molti uomini di genio lo hanno studiato e in Occidente, dei quali il più famoso è indubbiamente Leonardo da Vinci.
Leonardo, grazie al suo amore per la natura e per la conoscenza, studiò i numeri di Fibonacci, sequenza di numeri interi naturali che la natura impiega dallo sviluppo delle popolazioni fino alla morfologia delle piante e degli organismi viventi. Nella oramai celeberrima sequenza di Fibonacci, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, in cui il numero successivo è formato dalla somma dei due precedenti, compare anche il numero otto. Questa sequenza, intimamente correlata alla Sezione Aurea studiata da Leonardo da Vinci, è stata poi impiegata da Bach, Mozart, Beethoven, Stravinskij, Debussy, ecc… in alcune loro opere. Fibonacci si rese conto che lo spazio possiede una forma specifica coerente con la Sezione Aurea, in cui solo cinque tipi di solidi regolari possono essere costituiti in esso: il tetraedro, il cubo, l’ottaedro, il dodecaedro e l’icosaedro, i cosiddetti cinque solidi platonici che governano le geometrie della Fisica, della Biologia e della Musica.

Già in giovane età Leonardo, a causa della sua innata curiosità, ebbe accesso a un sapere posseduto da pochi. Il genio toscano impiegò la matematica dell’8 in buona parte delle sue opere. Gli studi di Leonardo con un cerchio con all’interno due cerchi verticali che formano il numero 8 o elementi geometrici in unità di 8 (o di suoi multipli o sottomultipli) ci sono pervenuti in gran quantità nei suoi scritti. Gli studi sono stati elaborati in numerose varianti e applicati per le carrucole, mentre in ambito militare il genio vinciano costruì la “bombarda multipla” di 16 cannoni o l’ordigno di 16 archi o il “lanciasassi” con 8 fionde. E poi ancora il progetto delle 8 pale a vento del mulino fino ai primi prototipi di cuscinetto a sfera, munito di 8 sfere. Persino gli ingranaggi delle macchine di Leonardo impiegano spesso 8 o 9 denti.

Questi singolari studi sono stati applicati in ambito architettonico con la planimetria ottagonale del duomo di Pavia, suddivisa in 64 parti, 8 per lato. Ancor prima di Leonardo, il Bramantino, in una planimetria del tempio, ha impiegato la matematica dell’8, con 72 colonne e 32 elementi che possono essere suddivisi in quattro aree di otto. La pianta ottagonale la possiamo trovare anche nel Castel del Monte, in diverse fortezze templari o a Gerusalemme, con la Cupola della Roccia, l’edificio islamico più antico del mondo. La matematica dell’8 la si può trovare anche nei vihara, le accademie-templi buddhisti che consistono di 32 stanze, alte 8 “alberi di tala”.
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Castel del Monte, fatto costruire da Federico II, noto per i suoi studi alchemici ed esoterici, impiega la matematica dell’8: oltre alla sua forma ottagonale, il castello è alto 24 metri e largo 40. Sembra che nel romanzo medioevale del Graal di Wolfram von Eschenbach, il Montsalvat era riferito a Castel del Monte che è chiaramente un tempio per le iniziazioni templari e una “biblioteca” su pietra ove custodire un sapere segreto, e non una fortezza inespugnabile per proteggere le aree limitrofe al castello.Il numero otto è fra i simboli più antichi: questo è il numero della rosa dei venti, ma anche della Torre dei Venti ateniese e, ancora, dei petali del loto e perciò, nella terminologia buddista, dei sentieri della Via.

Il numero 8 è presente in moltissime religioni.
Gli Esseni, la comunità da cui trae origine il cristianesimo, distinguevano otto stadi di crescita spirituale, similmente
all’Ottuplice Sentiero seguito dei buddhisti. La sacralità di questo numero è conosciuta anche tra i cabalisti: il numero esoterico del serpente dell’Eden corrisponde al Messia ed entrambi hanno lo stesso valore numerico, ossia l’otto.

Il numero 8 riveste nella cultura tibetana, come del resto nel mondo, una valenza favorevole.
Il numero ‘8’ e i suoi relativi multipli sono stati impiegati nell’architettura egizia, vedico-dravidica, mussulmana, buddhista, templare e rinascimentale: templi, chiese, moschee, castelli e palazzi, presentano nella loro architettura ottagonale questo numero sacro e i suoi relativi multipli.
Nella mitologia germano-scandinava, Sleipnir, il fantastico cavallo di Odino, ha otto zampe. In India, Durga, dea guerriera è rappresentata con 8 braccia.
Otto sono gli Avatar di Vishnu, otto gli immortali cinesi, otto i trigrammi dell’ I-ching.

creators_eighth_creatorI Creatori non potevano dunque che essere otto, ma uno non ha risposto all’appello e non si è presentato all’assemblea convocata in occasione di un incombente passaggio epocale, punto di svolta decisive per il pianeta Terra… Fra di loro ce n’è uno, anzi un’essenza femminile, coagulo di luce bruna, fluida come onda fluttuante… A lei sola è stata affidata la missione di ripristinare l’equilibrio cosmico…
Per ora  non posso dire di più, dovrete proprio attendere l’uscita del film nelle sale.

Alba Novaveritas

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